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L'APPELLO
"Ventimiglia Medievale una identità
storica
da salvaguardare"
Puoi anche tu contribuire alla salvaguardia del borgo
medievale di Ventimiglia Alta firmando questo appello che
puoi leggere anche di seguito.
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NEL TESTO QUESTA FRASE:
< Condivido la causa e sottoscrivo l'appello
per la salvaguardia del borgo medievale di Ventimiglia Alta
>
APPELLO:
“Ventimiglia Medievale una
identità storica da salvaguardare”
Eliminare il
degrado e restaurare Ventimiglia Alta è atto encomiabile, ma se per
far ciò se ne cancella l’identità storica diventa un’operazione
deplorevole. Non solo per il danno irreparabile al suo patrimonio
culturale ma anche perché le risorse economiche ora impegnate
sarebbero assai meglio ottimizzate se ne venisse conservata
l’unicità architettonica.
Quello che accade a Ventimiglia è paradossale: se da una
parte è cresciuta la consapevolezza nei confronti di un patrimonio
monumentale come quello rappresentato dalla Ventimiglia medievale e
post medievale, in gran parte ancora da scoprire (anche in
senso materiale visto che molto è sotto gli intonaci dei secoli
scorsi), a noi sembra che, pur nell’ottica di una sua
valorizzazione, si stiano mettendo in campo solo interventi di tipo
cosmetico, peraltro a discapito di quello storico-architettonico,
che invece è basilare in simili contesti.
Ci si chiede come mai l’Amministrazione cittadina abbia
affrontato così “per le spicce” un tema alquanto delicato qual è il
ripristino di facciate, appartenenti ad edifici di impianto
medievale, emanando oltre trecento ordinanze in merito, senza aver
previsto una concreta programmazione con il necessario
coinvolgimento a monte di altri soggetti istituzionalmente e
scientificamente competenti. Tutto ciò ignorando sostanzialmente gli
appelli alla prudenza di chi avvertiva che ci si sarebbe trovati ad
operare in un contesto urbanistico alquanto complesso: tanto
fragile, quanto prezioso. Se ogni nucleo abitato medievale, pur
nella sua semplicità, presenta sempre dati
storico-architettonici e archeologici degni di rilievo, nel caso
della Ventimiglia medievale (già capoluogo di una delle contee più
importanti dell’area ligure-provenzale e sede di diocesi ancor
precedentemente) ci troviamo dinnanzi ad una pluristratificazione
verticale ricchissima, la cui lettura storica - in alcune porzioni
urbane - può portarci indietro addirittura di oltre un millennio. A
giudicare invece dai risultati sotto gli occhi di tutti, più volte
denunciati dalla stampa così come nelle pagine dei social network,
ci si è mossi e ci si stia muovendo senza la necessaria cautela.
L’unico criterio che ci sembra di riconoscere, oltre a quello di
fare tutto in gran fretta, parrebbe esser
quello improntato ad una concezione molto superficiale del
“bello”. Un'idea del "bello" che punta al “nuovo e pulito”,
incurante invece dell’individuazione di ciò che unifica e fa crescere la
comunità civica, poiché riconosce in quel percorso di
salvaguardia monumentale i tratti salienti della propria storia e
cultura.
In conseguenza di ciò, ritenendo che Ventimiglia Alta
concentri in sé una bellezza fatta della sua unicità architettonica,
non possiamo non denunciare che, se il “maquillage” va avanti, le
vie e le facciate di questo importante centro storico un domani
avranno ben poco di diverso da quelle di anonimi “borghi
caratteristici”, sparsi un po’
ovunque.
Ci chiediamo quindi se non si possa invertire la rotta. Se
non ci si possa fermare e fare marcia indietro, ritornando con
grande attenzione alle strutture originarie. Alla pietra, dove fa
bella mostra e ci parla della nostra Storia. Se si è sbagliato si può
comunque, di fronte all'evidenza di ciò che a molti appare
assolutamente inadeguato, fermarsi e voltare pagina, con un atto di
umiltà. E' necessario
recuperare questo straordinario patrimonio comune per noi, per i
nostri figli e nipoti, per i turisti di oggi e di domani, che
giustamente sono interessati all'unicità architettonica, storica e
artistica dei nostri centri. Chi ci governa e la cittadinanza
tutta dovrebbero comprendere che anche sotto il profilo economico
distruggere i centri storici significa fare a brandelli un
insostituibile bacino di ricchezza.
Attualmente delle 311 ordinanze emesse, stando alle
dichiarazione del Sindaco, circa un terzo ha avuto un qualche
esito. Di questo centinaio la metà circa è a iter concluso, la parte
restante è invece in partenza o in corso d'opera. Quindi ancora
molto si può e si deve fare, visto che i due terzi degli interventi
devono ancora decollare.
Fulvio
Cervini
(Storico dell’Arte Medievale – Università degli Studi di
Firenze)
Giuseppe
Palmero (Storico – CEPAM CNRS
Université de Nice Sophia Antipolis)
Philippe Pergola (Archeologo
- LAAM CNRS Université de
Aix-en-Provence)
Tiziana
Zennaro
(Storica dell’Arte – AssoLab
StArT AM)
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